Zero killed

Rosiana Caragnano

10,00

Categoria:

“Non voleva guardarsi allo specchio. Si era svegliata da poco e davanti a sè aveva il taglio dei capelli della sera prima e l’annegamento dei suoi pensieri. Non aveva deciso lei quel taglio di capelli. Le donne hanno uno spiritello che decide alcune cose, le più importanti (quelle apparentemente più importanti), quelle che ti scombussolano la vita.”

Passiamo impercettibilmente da una scena, un età, una vita, ad un’altra.

Spesso lo spettacolo non regge, il passo è lento, sbilenco, l’occhio di bue spento.

Ogni movimento sembra quello errato. Ma ci si convince alla fine, e mai prima, che quel-la storia chiusa in cantina debba essere tira-ta fuori in qualche modo, che la randa debba gonfiare la sua pancia di vento e sventure e guadagnare l’Est. L’Est della gioventù di Lena è “un acquario pieno di pesciolini” a cui spesso sembra impossibile respirare, nuotare. Fuggire e tornare sempre allo stesso dolore, fedele all’incapacità di amarne altri, la meravi-gliosa follia dell’incomprensione verso se stessi. L’Est della gioventù di Lena, sono delle calze dove infilare gambe, vene, mediocrità, Omar e sangue.

L’autrice sa benissimo dove andare, ma soprat-tutto dove condurre il lettore. Da nessuna parte. Recinta il suo io e lo coltiva di belle parole vive, volgari, calde, vere, giuste. Parole giuste, non accettano riverenze, si lasciano guardare per un attimo poi si nascondono dietro un punto. Una pausa lunga, meritata, la storia va bevuta a brevi sorsi prima che arrivi la sete a seccarla, ad inaridire lingua e occhi.

L’Est della gioventù di Lena si sposta sempre più lentamente verso quell’Ovest scorretto, fatto di ovvietà dichiarata e servita, l’accetta-zione del ruolo di amatrice perfetta.

Torna al primo stadio, ci inciampa, ci resta. Ama. A metà. Ama.

Figura mitologica moderna, mezzo cuore e mezzo cuore. Omar e Marco.

Da Est sempre più ad Ovest.

Lena, zucchero a velo, figli da crescere mentre il tempo la invecchia di vita e ricordi.

Siamo giunti inesorabilmente ad Ovest.

Ci si può sedere e bere qualcosa, ci si può con-fidare col buio, con la fine di una storia, di questa storia. Ma filtra ancora e sempre, caro lettore, un po’ di luce proveniente da Est, da quella gioventù disordinata, di capelli e pen-sieri da pettinare per un evento importante. La vita.

La Caragnano recinta il suo “io” e lo coltiva di belle parole vive, volgari, calde, vere, giuste.

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Zero killed
Rosiana Caragnano

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *