Vittoria Orlando crede di essere nata il 13 marzo del 1988 o almeno così le dicono i suoi genitori. Lei sa solo di essere nata Vick. Viaggiatrice incallita tra le mappe della fantasia veste panni di se sempre diversi: studia comunicazione a Milano per poi tornare in Puglia “per amore delle semplici cose” dice lei. Ha un tatuaggio sul polso destro che le ricorda che scrivere è la sua libertà, l’unico vero imperativo categorico a cui il suo cuore, che non ha ancora imparato ad essere amato ma che ama tremendamente il mondo e la sua poesia, risponde. Affoga se stessa in calici di vino e trae in salvo soli i pensieri migliori. Trova che tra le cose più difficili della vita ci sia non perdersi in un bicchier d’acqua ed è per questo che preferisce il Gin Tonic. Scrive di occhi comuni rubati per strada a situazioni altrettanto comuni.  “Sua figlia è intelligente ma non si applica” è il suo libro d’esordio mai terminato in realtà. 

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