Angelo Mansueto è un corto circuito del pensiero umano che infesta le coscienze della provincia tarantina dal 1982, nasce nel rischio assoluto e cresce in anarchie di natura variabile. Perde, perde molto, conquista altrettanto e non smette mai di avere fame, viene sconfitto nel peggiore dei modi e vince nell’unico modo in cui può succedere a qualcuno come lui. Saltella clownesco nei vicoli dei nostri borghi coperti di rifiuti dalle persone che vedrebbero volentieri estinta la sua specie. Ogni volta che apre bocca crea desiderio e disprezzo in egual misura, ogni volta che scrive è come un bisturi che incide sadico le false coscienze, ogni volta che ama crea odii che lo inseguono furenti ed ogni volta che odia qualcuno lo ama senza speranza. Pubblica il suo primo libro, Ricordi dall’oblio nel 2005, il secondo, La Voce di Anita, nel 2013, nel 2015 fonda la casa editrice Pufa e pubblica la raccolta di poesie Flusso di Incoscienza, crea un format reading/musical/teatrale a cui dà un nome specifico che nessuno riesce a memorizzare e riempie di persone sincreticamente bellissime in tutti i posti in cui va a riversare la propria anima come pece. Il suo ego fa provincia a sé. Glielo dicono in molti. A lui non frega niente. Perché quest’uomo è un sopravvissuto, si è rialzato in piedi barcollando e sanguinante ogni volta andando avanti dopo che la vita gli ha piazzato dei diretti al mento che avrebbero provocato un ko tecnico dell’anima alla metà di voialtri. Non ci provate neanche più a fermarlo, trovatevi passatempi più salutari.

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