Andrea Carbotti nasce nel 2002, giovanissimo appassionato di giornalismo, già collabora con diverse testate. L’ ammissibile verità rappresenta il suo romanzo di esordio che mette a nudo la conclusione degli anni ‘60 in un piccolo paese di provincia. Ci sono indagini pratiche, bizzarramente condotte dal vicecommissario Gerloni, indagini sentimentali, sviluppi familiari a cui la penna di Carbotti trova una precisa collocazione e identità. Inserisce in un unico contenitore molto elementi, gesti, simboli, distrazioni che tra loro trasformano il potere della scrittura in certezza degli eventi. Sfuma, scontorna, da’ voce e toglie fiato, attraversa strade e uomini, stanca rinvigorisce per un unico sostanziale obbiettivo: raccontare.
Ed è la sua natura raccontare, alimentato dal suo tempo trascorso tra questure e biblioteche. Un amo sempre alla ricerca del verme giusto per catturare il pesce più grosso, la storia di carne che valga la pena narrare. Si può provare perfino ad incontrarlo, offrirgli da bere, gentilezza che sarà certamente ripagata in parole e aneddoti a cui inizialmente non crederete per poi passare allo stato successivo, la fede. Perché tutto è autobiografia anche le storie degli altri, il modo di sedersi, di mangiare, di camminare, di raccogliere mozziconi o diamanti dal pavimento. Carbotti, i suoi personaggi, le sue letture sono ora di tutti quanti. È giunto preciso come una pioggia autunnale. Gettate gli ombrelli. Siate Narcisi. Specchiatevi nelle pozzanghere. Camminate immobili.

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